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		<title>Children of Men</title>
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		<description><![CDATA[Devo essere sincera: ero curiosa di guardare questo film più per il successo che ha conseguito che per la storia in sè&#8230; Lo consideravo un puro esercizio critico, una sorta di prova per vedere fino a che punto le mie capacità critiche si differenziassero dal grigiore dell&#8217;opinione comune. Insomma, non mi aspettavo di trovare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><span style="color:#008000;">Devo essere sincera: ero curiosa di guardare questo film più per il successo che ha conseguito che per la storia in sè&#8230; Lo consideravo un puro esercizio critico, una sorta di prova per vedere fino a che punto le mie capacità critiche si differenziassero dal grigiore dell&#8217;opinione comune. Insomma, non mi aspettavo di trovare in questo film una grande storia.<br />
Ed in effetti, non mi sbagliavo: di storia non ce n&#8217;è, la trama è inesistente, estremamente vaga, assolutamente poco chiara.<br />
Tuttavia a sbagliarsi, ovviamente a mio avviso, sono stati tutti coloro che hanno alzato l&#8217;indice di gradimento di questa pellicola considerandola un inaspettato &#8220;colpo di genio&#8221;.<br />
Per usare una terminologia nota a tutti gli assidui lettori di Ciak, più che colpo di genio si è trattato nel mio caso di colpo di sonno.<br />
Mi sono davvero scervellata su questo film ed ho pensato parecchio prima di scrivere&#8230; Il successo è inspiegabile.<br />
Anche stendere la trama non è semplice: in un futuro non ben definito, le donne hanno perso la loro fertilità e la natalità è di conseguenza zero. L&#8217;immigrazione è impazzita in una folle guerra fratricida, e i civili vivono in ghetti custoditi da soldati dell&#8217;esercito americano. New York è esplosa, Londra espugnata. Il protagonista del film (Theo/Clive Owen), uomo frustrato dalla morte del proprio figlioletto e dal conseguente allontanamento dalla moglie, trascorre la propria vita -oserei dire quasi banalmente- in compagnia di un amico hippy e della moglie di costui, mentalmente assente. Improvvisamente The viene rapito: a promuovere il rapimento è stata sua moglie, la quale decide di farsi viva dopo molti anni per chiedergli un favore, Quando questa, poche scene dopo, viene uccisa in uno scontro più o meno casuale con dei profughi,, il protagonista rimane attonito. Theo conosce così una ragazza, che si rivela poco dopo proprio il motivo per cui la moglie lo aveva contattato: la giovane è incinta. Questo rappresenta certo la salvezza dell&#8217;umanità. Da questo momento iniziano le peripezie per arrivare al quartier generale del cosidetto &#8220;Progetto Umano&#8221;, progetto del quale non si conosce nulla, ma che dovrebbe salvare la ragazza.<br />
Il bambino, appena nato, è già conteso da esercito, profughi e compagni della ragazza, che intendono strumentalizzarlo al fine di agevolare la propria condizione sociale.<br />
Io trovo che un velo di mistero sia sempre affascinante, credo che l&#8217;ignoranza di determinati eventi lasci col fiato sospeso, e avvinca maggiormente.<br />
In questo film, tuttavia, parlare di mistero è un eufemismo; anzi, è addirittura errato. Io parlerei piuttosto di trascuratezza, di mancanza di coerenza, di senso, di spessore.<br />
Tutto è lasciato al caso, alla libera interpretazione&#8230; Eccessivamente.<br />
Tanto che viene spontaneo modificare ironicamente la tagline, e passare da &#8220;No children. No future. No hope&#8221;, al più provocatorio: &#8220;No explanation. No clarification.No sense.&#8221;</span></p>
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		<title>Brokeback Mountain</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 11:37:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Raramente mi è capitato di rimanere così piacevolmente sorpresa dalla fotografia di un film&#8230; Ultimamente soltanto guardando &#8220;Into the Wild&#8221; ero riuscita a rimanere a bocca aperta ammirando le montagne e lo splendido paesaggio&#8230;
Ma forse lì me lo aspettavo.
In Brokeback Mountain, invece, la fotografia stupisce a dir poco: l&#8217;accostamento dei colori vivaci e freddi delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="justify"><font color="#008000">Raramente mi è capitato di rimanere così piacevolmente sorpresa dalla fotografia di un film&#8230; Ultimamente soltanto guardando &#8220;Into the Wild&#8221; ero riuscita a rimanere a bocca aperta ammirando le montagne e lo splendido paesaggio&#8230;<br />
Ma forse lì me lo aspettavo.<br />
In Brokeback Mountain, invece, la fotografia stupisce a dir poco: l&#8217;accostamento dei colori vivaci e freddi delle montagne del Wyoming, l&#8217;incredibile luminosità che filtra attraverso le telecamere e che irradia il volto dei due protagonisti ed il paesaggio circostante sono a dir poco sconvolgenti.<br />
Le montagne, quasi sempre in sottofondo, se non in primo piano, svettano tra dolci e delicate melodie, che hanno aggiunto un oscar alla collezione del prestigioso regista Ang Lee, quello relativo alla colonna sonora, appunto.<br />
La trama ricalca quella dell&#8217;avvincente romanzo di Annie Proulx, omonimo, ed è piuttosto lineare: Wyoming, 1963. Ennis del Mar (Heath Ledger), un giovane dall&#8217;indole piuttosto chiusa e ombrosa, si trova a dover condividere il lavoro estivo con Jack Twist (Jake Gyllenhaal), un cowboy alle prime armi appassionato di rodei, sempre espasivo e solare. Il lavoro da compiere si svolge tra i verdeggianti prati di Brokeback Mountain, e consiste nel salvare un gregge di pecore da attacchi di coyote, ladri e da calamità naturali. Col passare del tempo i due uomini si avvicinano l&#8217;un l&#8217;altro, cercando di creare tra di loro una certa intimità mentale, parlando di progetti per il futuro e sogni da realizzare.<br />
Inspiegabilmente ed improvvisamente il legame che li unisce devia dalla &#8220;normale&#8221; amicizia, per diventare un&#8217;unione di fatto carnale: in pochissime scene un rapporto che fino ad allora si era sempre limitato alla stima reciproca ed alla collaborazione si trasforma in un&#8217;ardente e a tratti violenta passione, nella quale i due giovani consumano le proprie rispettive voglie, senza rendersi pienamente conto di quanto stia avvenendo. A questo punto emerge chiaramente il diverso carattere dei giovani: per tutto il film, infatti, i due uomini continueranno a rincorrersi, a prendersi e a darsi futuri appuntamenti, continuando ad amarsi carnalmente ogni volta, ma senza mai dare un senso pieno alla loro relazione. L&#8217;intero rapporto è infatti totalmente gestito da Ennis: cresciuto in una famiglia piuttosto chiusa ed intollerante, Ennis, probabilmente anche a causa di un episodio di violenza nei confronti di un omosessuale al quale aveva assistito in tenera età, non riesce ad accettare di provare amore e desiderio per un altro uomo. Ennis infatti si sposa, ha due figlie, ma ciò nonostante non è felice: continua a sentire l&#8217;esigenza di rivedere Jack, di passarci giorni e notti, di sentirsi realizzato, ma mai completamente. Ennis è un personaggio piuttosto instabile, insoddisfatto, inappagato, che insegue continuamente l&#8217;ebbrezza, lo stimolo, il senso più stretto della vita, ma che non riesce mai a toccarlo pienamente, non riesce mai ad afferrarlo a due mani, se non con Jack.<br />
Ma questo Ennis non lo può accettare, sa perfettamente qual è l&#8217;esito per le persone come lui, per gli omosessuali: non sono ben voluti in Wyoming.<br />
Ennis non vuole essere escluso, vive perennamente in bilico tra buon costume e felicità personale, accettazione ed autoaccettazione: Egli vuole tenere il piede in troppe scarpe, ma nessuna di queste fa per lui. E&#8217; un personaggio che vive un dramma profondo, un&#8217;esperienza che sente come un tremendo peccato, ma del quale non può fare a meno.<br />
Ennis, fondamentalmente, non ha coraggio: non ha coraggio di confessare lo sconvolgente segreto di Brokeback Mountain alla propria moglie (Michelle Williams)e non ha nemmeno il coraggio di confessarlo a se stesso, conducendo un&#8217;esperienza fatta solo di momenti e di rimandi, senza impegni concreti, ma anche senza felicità reale. Ennis si dedica anima e corpo alla artificiale costruzione di un&#8217;esistenza &#8220;normale&#8221; infelice e frustrante, preferendola ad una relazione a lungo termine con la persona che ama, ma che è un uomo. Vivere per sempre con Jack significherebbe ammettere di essere omosessuale, ed Ennis non è disposto a farlo. E&#8217; molto più semplice dare la colpa ad un cedimento, ad una mancanza momentanea, all&#8217;abbandono ad un ricordo felice.<br />
Così facendo, Ennis preclude la felicità anche alla persona che realmente ama, Jack, che vive un&#8217;esistenza assolutamente infelice, ma quantomeno consapevole: così Jack, ora cittadino texano,lascia periodicamente da sola la propria moglie (Anne Hathawayed) e il proprio figlio per inseguire Ennis in Wyoming, pregando che questa o quella volta si decida a vivere con lui.<br />
Jack ha il pregio, rispetto ad Ennis, di essere, appunto, consapevole: Jack non ha paura di rivelare a se stesso il proprio amore per Ennis, non ha paura di essere legato a lui da un sentimento così forte e violento, non teme critiche o giudizi, non teme nemmeno la morte. E sarà forse anche questo che lo trascinerà verso il proprio tragico epilogo, che Ennis temeva da tempo, silenziosamente, inevitabilmente. L&#8217;amato amico verrà infatti ucciso, brutalmente, da degli omofobi intolleranti.<br />
A questo punto Ennis, già abbandonato dalla propria moglie, la quale aveva visto i due uomini baciarsi appassionatamente tra di loro senza mai dire una parola, e dalle figlie ormai grandi, rimane realmente da solo. Non gli resta che trascorrere la propria esistenza col rimpianto più grande: aver disprezzato la felicità, così vicina e da lui così allontanata, e non aver dato senso alla vita di Jack, che per lui aveva tanto sopportato, fino a morire.<br />
Persino di fronte all&#8217;estrema volontà di vedere sparse le proprie ceneri a Brokeback Mountain Jack si vede, ancora una volta rifiutato: riposerà per sempre nel cimitero di famiglia, come voluto dal padre.<br />
Ed ecco che la mancanza di volontà e l&#8217;apparente assopirsi del coraggio di Jack diventano in realtà la voce del vero coraggio, del coraggio di un uomo che ha cercato per tutta la vita di cambiare la situazione, senza mai riuscirci. Il coraggio di un uomo che ha duramente sopportato, e patito per amore, il coraggio di un uomo che ha avuto la forza di sorridere, anche di fronte alla morte.<br />
Il coraggio di un uomo che ha saputo amare, senza freni, senza condizioni, e che ha desiderato fino in fondo, nonostante tutto, restare, per sempre, a Brokeback Mountain.</font><font color="#008000"></font></div>
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<div align="justify"><font color="#008000">La critica (non soltanto quella con la C maiuscola, ma anche quella più &#8220;popolare&#8221;) ha avuto molto da dire (e da ridire) su questa pellicola, ed in particolar modo si è accanita veemente sui due attori protagonisti: alla prematura scomparsa di Heath Ledger, morto lo scorso gennaio a causa di una più o meno accidentale overdose da farmaci, alcuni esponenti di una chiesa americana particolarmente insofferente hanno reagito con inopportune dichiarazioni ( e diffamazioni) sulla sorte del giovane attore dopo la morte, e sulla sua presunta permanenza eterna all&#8217;inferno a causa del ruolo da lui recitato in questo film.<br />
Tralasciando i possibili commenti (ed insulti), Brokeback Mountain è stato effettivamente un film che ha regalato ad Heath Ledger i rapporti più importanti della propria vita: l&#8217;attore Jake Gyllenhaal si è legato a Heath al punto da tenere a battesimo sua figlia, figlia per altro avuta con Michelle Williams, attrice femminile del suddetto film.<br />
Ma d&#8217;altronde era abbastanza evidente che il rapporto tra Heath e Jake sarebbe continuato anche nella vita reale: il loro bacio appassionato appena fuori dalla casa di Ennis ha infatti valso loro il riconoscimento come bacio più appassionato, passionale e coinvolgente dell&#8217;anno.</font></div>
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		<title>Sweeney Todd- The Demon Barber Of Fleet Street</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 13:00:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Never forgive, never forget. Il trailer parla chiaro.
In Sweeney Todd, suo ultimo capolavoro, Tim Burton si distingue ancora una volta come un regista impeccabile, un regista che ha saputo emergere creando uno stile tutto particolare, senza imitazioni, senza precedenti, uno stile che, pur tendendo al decadente, risulta curato in ogni minimo dettaglio.
Con Sweeney Todd, The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="justify"><font color="#008000">Never forgive, never forget. Il trailer parla chiaro.<br />
In Sweeney Todd, suo ultimo capolavoro, Tim Burton si distingue ancora una volta come un regista impeccabile, un regista che ha saputo emergere creando uno stile tutto particolare, senza imitazioni, senza precedenti, uno stile che, pur tendendo al decadente, risulta curato in ogni minimo dettaglio.<br />
Con Sweeney Todd, The Demon Barber of Fleet Street, prosegue il ciclo di vicende che il regista sembra voler dedicare alla perdizione, all&#8217;eccesso, alla potenza sovrumana della pazzia più o meno recondita in ogni essere umano. Se in Edward Mani di forbice il motore propulsore è l&#8217;esigenza di essere accettato in una società troppo diversa, troppo strana anche per lo stravagante Edward, se in The Nightmare Before Christmas (del quale Tim Burton ha scritto l&#8217;intera vicenda, senza drigerla) a muovere le azioni sono i pensieri vaganti e spesso irrazionali di Jack, in Sweeney Todd risulta essere la vendetta il sentimento preponderante.<br />
Benjamin Barker (Johnny Depp) è un barbiere londinese abile e soddisfatto della propria vita: ha una moglie splendida (Laura Michelle Kelly), una neonata bambina che lo rende immensamente felice ed un lavoro redditizio.<br />
Ma dove c&#8217;è la felicità spesso si nasconde l&#8217;invidia: il giudice Turpin (Alan Rickman), bramoso di accogliere la moglie del barbiere nelle proprie stanze, fa arrestare Barker e lo manda ai lavori forzati nella lontana Australia.<br />
Benjamin è solo, abbandonato, infelice. La rabbia e la sete di vendetta crescono in maniera direttamente proporzionale al danno subito, fino ad oltrepassare il limite umano, fino ad andare oltre la razionalità, fino a trasformare un uomo distutto dal dolre in un violento assassino.<br />
Quindici anni dopo Barker è su una nave, a Londra: un ragazzino di nome Anthony Hope (Jamie Campbell Bower), avendolo visto annaspare tra le acque, ha salvato il barbiere, con la promessa di riportarlo a Londra. La scena quindi si svolgerà d&#8217;ora in poi nella città di Barker.<br />
Spaesato ma al tempo stesso determinato, Barker, allacciandosi ai propri ricordi e punti di riferimento, decide di fare ritorno alla propria casa, localizzata in Fleet Street. Per prima cosa Benjamin entra nel negozio di Mrs Nellie Lovett (Helena Bonham Carter), sporca e maleodorante bettola nella quale la donna produce pasticci di carne a ripetizione, con dubbia igiene e scarso successo.<br />
Mrs Lovett, dopo una movimentata canzone nella quale affiora magistralmente la bravura dei due interpreti, riconosce il barbiere in Benjamin, e dopo avergli più o meno velatamente rivelato di avere sempre avuto un debole per lui, gli racconta l&#8217;esito della sua vicenda famigliare: dopo il suo arresto, la moglie e la piccola figlia furono catturate dal giudice Turpin, e portate nella sua residenza. La donna venne brutalmente violentata, e , per la vergogna e per l&#8217;incapacità di sopportare l&#8217;onta subita, decise di avvelenarsi, mentre la figlia, spiega Mrs Lovett, è stata assegnata al giudice in qualità di tutore, e vive ora rinchiusa in una stanza. In uno scatto d&#8217;ira il barbiere decide che è giunta l&#8217;ora di compiere la propria vendetta: adotta il nome Sweeney Todd, seppellisce l&#8217;identità del vecchio buono e felice Benjamin Barker in virtù dell&#8217;indole spietata e dannata di Sweeney Todd.<br />
Todd sale velocemente al piano superiore, e decide di riaprire la propria bottega di barbiere: i coltelli vengono rispolverati, e presi in mano di Sweeney: come dice il barbiere stesso, &#8220;Ora mi sento completo&#8221;, ora non gli manca più nulla: con il coltello, Barker avrà quello che vuole, e si sarà placata una volta per tutte la sua sete di vendetta.<br />
Nel frattempo la scena si sposta nuovamente sul ragazzo Anthony Hope, il quale, passeggiando per le più prestigiose strade londinesi, vede una ragazza tanto bella quanto triste che guarda costantemente ed ininterrottamente fuori dalla finestra. Da una vecchia passante apprende che quella ragazza è Johanna (Jayne Wisener), la ragazza affidata al giudice Turpin, che non può muoversi dalla propria stanza perchè tenuta quasi come in prigione. Nessuno può azzardarsi nemmeno a guardarla: il giudice la vuole tutta per sè, vuole sposarla ed obbligarla a vivere per sempre con lui. Nei puri e timidi sguardi tra Anthony e Johanna, si capisce subito l&#8217;interesse reciproco tra i due giovani, che, immediatamente, si innamorano l&#8217;uno dell&#8217;altra.<br />
Questo sentimento di Anthony ed il suo continuo guardare attraverso quella finestra destano i sospetti del giudice Turpin, il quale fa picchiare violentemente il ragazzo dal proprio uscere, con la minaccia di non ritornare mai più, pena la morte. Ma Anthony non si ferma, ed anzi si decide a volerla liberare.<br />
La scena si sposta nuovamente nella piazza della città. In una sorta di esibizione circense, Adolfo Pirelli (Sacha Baron Cohen), un fraudolento e tutto sommato incapace barbiere, dà prova della propria maestria dicendo di essere il migliore barbiere del mondo. Ad accompagnarlo vi è un bambino, Toby Ragg (Ed Sanders), che più che un assistente sembra a tutti gli effetti uno schiavetto costretto a lavorare e a sopportare i trattamenti peggiori.<br />
Sweeney si trova nella stessa piazza in cui si svolge la patetica dimostrazione. Senza pensarci due volte, Sweeney Todd sfida a più riprese Pirelli, accusandolo di menzogna ed incapacità, finchè non ottiene una sfida all&#8217;ultima rasatura: il taglio deve essere leggero, preciso e veloce. Vincerà chi praticherà la rasatura più rapida e meglio eseguita. A giudicare la gara sarà Bamford (Timothy Spall), il rozzo e pacchiano consigliere del giudice Turpin. A seguito dell&#8217;umiliazione di Pirelli e della schiacciante vittoria di Sweeney Todd, Bamford otterrà da quest&#8217;ultimo una rasatura gratuita: era questo il pretesto che Sweeney aspettava per poter agire.<br />
Ad accattivare la narrazione è un colpo di scena: Pirelli, presentatosi alla botteda di Todd, rivela di avere riconosciuto la sua vera identità: da ragazzo infatti egli era stato assistente di Benjami Barker, il solo ed unico barbiere in grado di compiere una rasatura così veloce e ben fatta. Non poteva quindi che essere lui: Sweeney Todd era solo il nome che Benjamin Barker aveva dato alla propria furia vendicativa. Todd non sopporta le corrette insinuazioni del babiere e senza pensarci due volte lo sgozza, infliggendogli continui colpi di rasoio.<br />
Il piccolo Toby, rimasto, a suo avviso inspiegabilmente, senza padrone, viene adottato da Mrs Lovett, senza il pieno consenso di Sweeney Todd.<br />
In seguito ad un pesante rifiuto di sposarlo da parte di Johanna, il giudice Turpin, convinto che la causa principale sia il suo aspetto burbero e trascurato, si fa persuadere da Barmford ad andare da Sweeney Todd, il barbiere rivelazione della città.<br />
Sweeney finalmente potrà vendicarsi. Ma proprio quando il barbiere sta per compiere il taglio decisivo, nella stanza irrompe senza preavviso il giovane Anthony. Preso dalla foga e dall&#8217;entusiasmo, il ragazzo, senza accorgersi della presenza del giudice, rivela all&#8217;amico il piano per far scappare Johanna e gli chiede il favore di nasconderla in bottega (Anthony ignora assolutamente che Johanna sia la figlia di Sweeney).<br />
Il giudice, visibilmente su tutte le furie, rifiuta la rasatura di Sweeney: un uomo infatti che frequenta ragazzacci come Anthony non è assolutamente degno di praticargli una rasatura. Il giudice promette di non farsi vedere mai più, e studia un piano alternativo per sposarsi con Johanna.<br />
I sogni di Anthony sfumano di pari passo con il piano di Sweeney.<br />
Tutto sembra perduto.Todd è più furibondo che mai.<br />
Tranquillizzato e accarezzato da Mrs Lovett, Todd viene convinto dalla donna che non tutto è perduto: Todd infatti potrà accogliere altri clienti nel proprio locale, con i quali fare pratica, per non vacillare quando la vera vittima, il giudice Turpin, ritornerà: da questo momento in poi Todd si sceglierà solo dei forestieri come clienti, e invece di praticare loro una impeccabile rasatura, li farà accomodare su una particolare sedia meccanica, li farà rilassare, ed, impugnato il coltello, reciderà con forza la gola di ciascuno, per poi, impassibile, azionare un macchinario, che, facendo piegare la sedia ed aprendo una botola sotto di essa, farà sprofondare gli orrendi cadaveri di sotto, vicino al forno di Mrs Lovett.<br />
E sarà proprio la donna ad aumentare al massimo l&#8217;effetto macabro: i cadaveri verrano tritati e lavorati dalla cinica cuoca, per poi essere assemblati in spaventosi timballi e cotti in quel fetido forno.<br />
In pochissimi giorni, i pasticci di carne di Mrs Lovett diventano i più prestigiosi della città, quelli degustati dalla gente più altolocata di Londra, nonostante il fetore che esce ripetutamente dal comignolo della casa sia insopportabile, come se non appartenesse a carne animale.<br />
E&#8217; qui evidente la critica mossa nei confronti delle persone ricche ed importanti, tanto odiate da Sweeney Todd. Il potere rende l&#8217;uomo animale, rende l&#8217;uomo arrogante, malvagio, sovrumano, &#8220;bestiale&#8221;. Gli uomini potenti vivono cibandosi di quelli meno importanti di loro, di quelli meno prestigiosi, di quelli che non hanno identità. Sweeney Todd e Mrs Lovett, offrendo carni umane a questo genere di persone, non fanno altro che rendere concreta la terribile metafora sopra descritta.<br />
Gli affari economici dei due macabri &#8220;soci&#8221; vanno bene, e anche dal punto di vista sentimentale i due sembrano avvicinarsi. Mrs Lovett rivela ancora una volta a Sweeney il proprio amore, sognando di sposarlo e di adottare insieme il piccolo Toby. Ma Sweeney, come sempre, dimostra di avere ben altro in mente, e continua a tramare la propria vendetta.<br />
Improvvisamente il giovane Anthony ritorna in scena. Ha trovato Johanna: è stata rinchiusa dal giudice in un manicomio femminile, e questo finchè la giovane non si convincerà a pronunciare il fatidico sì.<br />
Sweeney consiglia a Anthony un modo per salvare l&#8217;amata: il giovane dovrà travestirsi da parrucchiere e, una volta intrufolato, portare via Johanna.<br />
Mentre Anthony tenta di salvare la ragazza, Sweeney, pensando sempre e solo al proprio scopo, scrive una lettere al giudice Turpin nella quale gli svela che Anthony ha un piano per rapire Johanna, e dicendogli di recarsi immediatamente presso la sua bottega una volta ricevuta la lettera: il ragazzo porterà lì, come d&#8217;accordo, la piccola Johanna. Il barbiere affida il compito di consegnare la lettara al piccolo Toby, il quale compie il proprio dovere senza obiezioni, ma certamente non senza un velo di terrore e sospetto.<br />
Una volta rincasato, Toby rivela i propri terribili dubbi a Mrs Lovett, che egli adora profondamente. La donna, sia per proteggere il bambino sia per proteggere l&#8217;amato Sweeney da una tremenda denuncia, conduce Toby nello scantinato, vicino al fatidico forno, e lo rinchiude lì, evitandogli di fuggire. Il ragazzino, girando per la stanza, vedrà la terribile pigna di cadaveri e di arti umani maciullati, e tenterà la fuga, trovando scampo nelle fogne.<br />
La preoccupazione di Mrs Lovett è ormai evidente, avverte che tutto sta per venire a galla.<br />
Mentre formula nella propria testa questi pensieri, un ospite inatteso si presenta al suo cospetto: è il consigliere Bamford, il quale è stato incaricato di effettuare un controllo minuzioso per capire da dove provenga esattamente quel pessimo odore che non dà mai pace.<br />
La scena si fa ancora più concitata quando Anthony porta Johanna nella bottega di Sweeney, sperando che almeno lì sia al sicuro. Per evitare che venga riconosciuta, Anthony fa vestire la ragazza da uomo, e le dice di attendere lì il suo ritorno.<br />
La ragazza si guarda intorno, e posa lo sguardo sulla fotografia che ritrae lei e sua madre da giovane, quindici anni prima. Il vero amore di Sweeney. Non riconoscendo lei e sua madre nella fotografia, Johanna posa lo sguardo altrove, finchè dei passi sospetti la discostano da ogni pensiero. La ragazza, in preda al panico, si nasconde in un baule della stanza.<br />
I passi sono quelli di una donna, una mendicante pazza che più volte si vede nel corso del film, senza che si riesca a collocarla minimamente nella vicenda. La donna, sopraggiunta nella sanguinolenta bottega alla ricerca di Bamford, viene scoperta da Todd, il quale, sentendo che i passi e la voce del giudice Turpin si avvicinano ed essendo ormai completamente intriso di vendetta ed omicidi, senza pensarci due volte uccide brutalmente la povera donna e la fa precipitare nella botola.<br />
Poco dopo sopraggiunge quindi il giudice, desideroso di sapere l&#8217;epilogo della vicenda, e soprattutto di ritrovare la sua &#8220;amata&#8221; Johanna.<br />
Sweeney offre gentilmente al giudice una rasatura, e finalmente compie la propria vendetta colpendolo diverse volte al collo prima di ucciderlo completamente. Prima di tagliargli la gola, Sweeney rivela la propria reale identità, facendo precipitare chiaramente il giudice in una tremenda ed insopportabile paura.<br />
Sweeney, vedendo uno spiraglio tra il coperchio del baule ed il baule stesso, scorge al suo interno la sagoma di un ragazzino. Non riconoscendo in essa Johanna, l&#8217;uomo decide di ucciderla, ma la propria furia viene interrotta da delle urla sovrumane provenienti dal piano inferiore. Riconoscendo la voce di Mrs Lovett, il barbiere abbandona la figlia sulla sedia, facendosi promettere di cancellare per sempre dalla memoria il suo viso e di non raccontare ad anima viva quanto avviene in quella bottega.<br />
Salvando così, senza saperlo, la giovane vita di sua figlia, Sweeney scende al piano inferiore, dove vede Mrs Lovett urlante e gemente nel tentativo di nascondere il cadavere della mendicante dalla vista di Todd. Dal forno, aperto da Mrs Lovett per bruciarci il cadavere, traspare la calda luce del fuoco, che illumina il volto della donna appena morta. Il riconoscimento è immediato: Todd vede in quel volto ormai spento e rovinato la calda luce e la radiosa bellezza della moglie che tanto amava.<br />
Capendo di essere stato raggirato ed imbrogliato da Mrs Lovett, Todd le pone una ragionevole domanda sulle reali sorti della moglie. Prontamente Mrs Lovett si giustifica, dicendo di avergli detto che la donna aveva preso del veleno, non che era morta. Mrs Lovett rassicura Sweeney dicendogli di aver sempre voluto il meglio per lui, di amarlo tanto, di volerlo sposare senza ostacoli, credendo che fosse più facile per lui pensare che la propria moglie fosse morta, piuttosto che impazzita.<br />
Sweeney reagisce in modo inaspettato: confida alla donna di amarla anche lui, di volerla sposare, di non desiderare più la moglie, perchè ormai è morta, e la vita deve essere vissuta, bisogna andare avanti, e mentre le confida queste cose, la prende e comincia a danzare con lei.<br />
Ma il sorriso di Mrs Lovett sparisce nel momento in cui si accorge che Sweeney non si è in realtà redento, ma semplicemente è impazzito ulteriormente. Senza pietà, prende la donna che fino a quel momento l&#8217;aveva protetto, ma che l&#8217;aveva al tempo stesso ingannato, e la getta nel forno, chiudendola dentro e facendola morire bruciata viva.<br />
A questo punto il barbiere, distrutto dalla morte della moglie più che da quella di ogni altra vittima, si accascia su di lei, per guardarla e stringerla a sè l&#8217;ultima volta. L&#8217;uomo si rende conto di essere stato talmente accecato dal desiderio di uccidere da perdere di vista il suo reale obiettivo, il suo reale amore, che era quello, ormai irraggiungibile, di ristringere a sè, come una vera famiglia, la propria moglie, la propria figlia, ed il loro amore.<br />
Nella commozione della scena, spunta da un tombino il piccolo Toby, che, vistosi portare via Mrs Lovett, l&#8217;unica persona che lo abbia mai davvero trattato come un ragazzino bisognoso di affetto, e che rappresentava per lui la possibilità di rifarsi una famiglia, non esita ad afferrare un coltello, lo stesso che Sweeney tanto amava impugnare, per recidere, con un taglio netto e preciso, il diabolico barbiere di Fleer Street.<br />
Ad avere avuto successo, in questo meraviglioso film, non è stata tanto la trama, che un amante di teatro conosce bene, ma la maestria che il regista e tutti gli attori hanno dimostrato nello svolgimento di esso.<br />
Le musiche sono veramente d&#8217;impatto, assolutamente in sintonia con il film e con la vena artistica di Burton, gli attori interpretano i propri ruoli come se si trattasse di loro stessi, e riescono a rendere il film veramente appassionante e dinamico, tanto da risultare piacevole anche per gli ostinati persecutori dei musical.<br />
I tòpoi di Burton ci sono tutti: dai colori tetri alla ciminiere arrampicate e quasi fiabesche, dalle strade putride ai colori sgargianti, dai personaggi puri a quelli folli e spregiudicati, dall&#8217;amore per gli ingranaggi enormi e dentellati alla passione per il rosso vivo ed irreale del sangue, dalle riprese scorciate dal basso alle inquadrature a specchio riflesso, dalla accuratezza delle musiche alla finta non curanza delle ambientazioni.Le musiche, così splendidamente interpretate dagli attori da far sembrare il film un musical a tutti gli effetti, pur non essendo dello storico compositore di Burton, Danny Elfman, bensì di Steven Sondheim, risultano in completa armonia con lo stile di Burton, o meglio, in un agrodolce ossimoro che si libra brillantemente con lo scopo di mescere insieme le fosche atmosfere e le romantiche melodie.<br />
Un film che desta stupore in ogni inquadratura, che fa sospirare per ogni accostamento di colore, così assurdo, così illogico, così &#8220;animale&#8221;,così forte da trasmettere in ciascuno il sentimento che il regista intende farci provare.<br />
Un film che di certo rende onore a Tim Burton, un regista troppo spesso criticato, un regista troppo banalmente osannato, un regista che saprà stupirci ancora,<br />
e ancora, e ancora&#8230;</font></div>
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		<title>Million Dollar Baby</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 12:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>missfeelgood</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Bisogna proteggersi, sempre e comunque.&#8221;
Questo il consiglio, questa la regola.
E&#8217; infatti proprio questa la regola sulla quale Frankie Dunn (Clint Eastwood), allenatore e manager di boxe ormai sul finire della propria carriera, decide di improntare la propria esistenza. Nella boxe è essenziale difendersi: la difesa del proprio corpo, del proprio volto, deve essere la vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="justify"><font color="#008000">&#8220;Bisogna proteggersi, sempre e comunque.&#8221;</font><br />
<font color="#008000">Questo il consiglio, questa la regola.</font><font color="#008000"></font></div>
<div align="justify"><font color="#008000">E&#8217; infatti proprio questa la regola sulla quale Frankie Dunn (Clint Eastwood), allenatore e manager di boxe ormai sul finire della propria carriera, decide di improntare la propria esistenza. Nella boxe è essenziale difendersi: la difesa del proprio corpo, del proprio volto, deve essere la vera meta di ogni pugile, il vero traguardo da raggiungere con tutte le proprie forze: è con la protezione di se stessi che ci si aggiudica rispetto, fama, onore.</font><br />
<font color="#008000">D&#8217;altronde questa lezione Frankie l&#8217;aveva appresa diversi anni prima, 23 per la precisione, quando, rimasto senza manager alla &#8220;tarda&#8221; età di 37 anni, un pugile, Scrap, si era rivolto a lui con la speranza di accaparrarsi la possibilità di combattere per il titolo mondiale. Frankie, prestandosi da manager all&#8217;ultimo momento per realizzare il sogno del pugile, non aveva avuto modo e tempo di insegnargli il rispetto della Regola come presupposto fondamentale: nonostante i continui solleciti da parte di Frankie a gettare la spugna di fronte alla superiorità fisica ed atletica dell&#8217;avversario, Scrap decide di proseguire nell&#8217;incontro, perdendo il match, e la vista da un occhio. </font><br />
<font color="#008000">Da allora Frankie non riesce a darsi pace e vive la propria esistenza nel tentativo di lenire la propria coscienza dall&#8217;angoscia successiva a quel match dall&#8217;orribile epilogo, frequentando assiduamente, e quasi morbosamente, la chiesa cattolica ed il prete che la gestisce, senza ottenere tuttavia risposte gratificanti ed utili, ma soltanto banali frasi fatte dal mero risvolto razionale.</font><br />
<font color="#008000">Da questo momento in poi la Regola della boxe diventa la Regola della vita: è necessario essere prudenti sempre e comunque, in tutte le cose. Così facendo Frankie si distacca progressivamente dalla propria famiglia, dal mettersi in gioco, dalla possibilità di arrivare in alto: pur essendo un validissimo allenatore, i suoi pugili sanno perfettamente che Frankie non sarà mai in grado di procurare loro un incontro per il titolo, sanno che Frankie non sarà mai disposto a correre un rischio per loro, e non riescono proprio a capire come il &#8220;Proteggersi sempre e comunque&#8221; possa procurare più rispetto ad un pugile di una sudata e sanguinosa vittoria al match finale.</font><br />
<font color="#008000">La piatta esistenza di Frankie viene scossa dall&#8217;entrata in scena di Maggie (Hilary Swank), una ragazza grintosa e determinata, che gli chiede ripetutamente di allenarla. Frankie conosce perfettamente la risposta: lui non allena ragazze, non è disposto a correre un rischio così grande, non potrà mai fare di una donna di 31 anni un pugile perfetto. </font><br />
<font color="#008000">E&#8217; donna, è vecchia. Il rischio è troppo alto, Frankie decide di non correrlo. </font><br />
<font color="#008000">Ma Maggie non molla: la sua situazione famigliare è troppo deprimente, squallida, torbida, per potersi rassegnare. Sa perfettamente che per poter vivere la propria vita ha bisogno di darle un senso, di trovarlo, di esporsi, e non di proteggersi: il proprio senso, Maggie, lo trova nella boxe.</font><br />
<font color="#008000">Maggie non lascia mai la palestra in cui Frankie fa l&#8217;allenatore: si allena giorno e notte, e trova la compagnia di Scrap (Morgan Freeman), il pugile mezzo cieco, che ora fa le pulizie nella palestra di Frankie.</font><br />
<font color="#008000">L&#8217;ostinazione di Maggie, la passione e la grinta che la ragazza trasmette, e un fortuito gioco della sorte (il miglior pugile di Frankie lo lascia in virtù di un manager più &#8220;audace&#8221;) faranno cambiare idea a Frankie e consentiranno alla ragazza di essere allenata da quest&#8217;ultimo.</font><br />
<font color="#008000">Lo stile di vita di Maggie, cameriera che dedica tutta la propria esistenza solo alla boxe e alla propria affermazione, travolge completamente Frankie: uno stile di vita così antitetico al suo, così &#8220;azzardato&#8221;, ma al tempo stesso così passionale e vissuto lo attrae immensamente, facendolo cambiare, in una magnifica interpretazione di Clint Eastowwod, in pochi frame da burbero e misogeno allenatore a dolce ed affettuoso insegnante.</font><br />
<font color="#008000">Il rapporto tra Frankie e Maggie diventa già da subito di fusione:ben presto la visione della boxe come fama e carriera passa i secondo piano anche per la donna: l&#8217;importante è ormai gratificare il proprio allenatore, il proprio &#8220;capo&#8221;, come lei lo chiama, l&#8217;importante è sentirsi dire &#8220;sei stata brava&#8221; alla fine dell&#8217;incontro, è sentirselo dire da lui, da Frankie, nel quale certo lei rivede il padre morto, ma non solo.</font><br />
<font color="#008000">Sarebbe infatti banale interpretare il sentimento che lega Frankie e Maggie come un sentimento padre-figlia, sentimento che peraltro è assente in tutti e due (l&#8217;intero film è narrato in prima persona da Scrap, che raccoglie ogni vicenda in una lettera da spedire alla figlia di Frankie, figlia che l&#8217;ha abbandonato, e che non vuole sapere niente di lui): il sentimento che li lega è profondissimo, è l&#8217;amore che solo due persone sole, che si sono a lungo cercate, sono in grado di provare. E&#8217; l&#8217;amore che può legare soltanto due persone che vogliono redimersi, che vogliono elevarsi, seppur in maniera così diversa. E l&#8217;amore, la solidarietà che lega due persone afflitte, è il riscatto che accomuna tutte le persone che si sono sentite, almeno una volta, come un fallimento, e che cercano disperatamente un senso, una meta, per andare avanti. Solo alla fine del film si capirà che il senso non sta nè nella boxe, nè nella difesa, ma nel loro reciproco trovarsi, nel loro reciproco lottare, nel loro reciproco proteggersi.</font><br />
<font color="#008000">La narrazione prosegue con le vittorie di Maggie, soprannominata da Frankie &#8220;Mo Chúisle&#8221;, parola appartenente alla lingua gaelica, lingua che l&#8217;allenatore tanto ama, il cui significato verrà svelato soltanto alla fine del film.</font><br />
<font color="#008000">Maggie vince ripetutamente, ed il rapporto tra lei e Frankie è sempre composto, sacro, puro, casto, e passano insieme giorni interi, mangiando torta al limone, e parlando della loro situazione famigliare. </font><br />
<font color="#008000">Acquisendo fama, Maggie diviene ricca e può comprare una casa dignitosa per la propria famiglia, composta da madre, sorella e fratello: la famiglia di Maggie è assolutamente irriconoscente, taccagna, distaccata, rivoltante.</font><br />
<font color="#008000">Nel corso della vicenda &#8220;purtroppo&#8221; Frankie si abbandona all&#8217;affetto che lo lega a Maggie, dimenticandosi di ripetere alla donna, prima del match della vittoria, che la regola principale è proteggersi, sempre.</font><br />
<font color="#008000">In un combattimento contro la campionessa in gara, la più sleale pugile del campionato, Maggie abbassa la guardia e viene colpita scorrettamente. La ragazza cade pesantemente sullo sgabello, la caduta è inesorabile: Maggie da questo momento in poi è costretta a passare tutta la propria esistenza a letto, paralizzata alla spina dorsale, attaccata perennemente ad un respiratore grazie al quale respira in seguito ad una tracheotomia. </font><br />
<font color="#008000">La disperazione di Frankie si alimenta di pari passo con la perdita di solarità della donna, che si rende conto dell&#8217;inesorabile vita che le aspetta. Tuttavia Maggie non perde la propria tenacia, rifiutando di dare tutti i propri soldi alla propria famiglia, che si rivela, ancora una volta, più pezzente che mai.</font><br />
<font color="#008000">Le giornate di Maggie sono allietate dalla perenne compagnia di Frankie. La ragazza ad un certo punto chiede al proprio manager un favore immenso: gli chiede di staccarle il respiratore, di porre fine alle sue sofferenze.</font><br />
<font color="#008000">Frankie è ovviamente contrario, non vuole uccidere l&#8217;unica ragione di vita che gli rimane, non vuole privarsi di lei, che ha dato senso a tutto. Grazie anche all&#8217;aiuto di Scrap, Frankie capisce che se morirà ora, Maggie avrà avuto una vita meravigliosa, sarà ricordata per sempre come la ragazza &#8220;irlandese&#8221; che aveva conquistato il cuore dei tifosi, come la donna pugile più determinata della storia, ma soprattutto, si ricorderà Maggie per come era un tempo, per la sua solarità, per la sua determinazione, per la sua voglia di vivere. Ed è questo che Maggie vuole lasciare a Frankie, e l&#8217;uomo lo sa bene.</font><br />
<font color="#008000">Di notte Frankie si reca da Maggie, con una dose di adrenalina talmente elevata da rendere impossibile la percezione del dolore. Avvicinandosi per la prima volta veramente a lei, Frankie le stacca il respiratore, e negli ultimi attimi di vita, mentre le inietta il farmaco, le svela il significato di Mo Chúisle: significa mio tesoro, carne della mia carne.</font><br />
<font color="#008000">La scena si chiude con un bacio tra i due, casto, etereo, puro, impalpabile, eterno, esattamente come il sentimento che li aveva sempre legati.</font><br />
<font color="#008000">A questa scena, una delle più struggenti degli ultimi tempi, segue il ritiro di Frankie dal mondo della boxe, e le ultime riprese lasciano intendere il ritiro dell&#8217;uomo nel locale in cui amava passare del tempo con la sua Maggie, in quello stesso locale in cui i due gustavano la semplicità di una torta al limone.</font><br />
<font color="#008000">Alla fine del film Frankie capisce che proteggersi non significa rinunciare alla vita, ma significa anzi vivere, vivere con tutte le proprie forze, dare corpo alle proprie certezze, sconfiggere le proprie incertezze, renderle anzi un punto di forza. Proteggersi significa proteggere in eterno le persone che ami, significa proteggere ciò che dà senso a tutto. </font><br />
<font color="#008000">E nella drammaticità della situazione, Frankie capisce che l&#8217;estremo gesto di protezione di Maggie sta nel perseverare il suo ricordo, così puro, così vitale, così prezioso, così immortale, strappandolo appena in tempo dall&#8217;ineluttabile e subdola morsa della paralisi, proteggendola così dal&#8217;erosione dell&#8217;effimero.</font><br />
<font color="#008000">Clint Eastowood ci insegna così, in questo mare di lacrime e dolcezza, che non c&#8217;è niente che sia scindibile, nella vita di un uomo, che bene e male sono così indissolubilmente legati che la completa rinuncia dell&#8217;uno pesa gravemente anche sull&#8217;altro, che vivere senza amore equivale a non vivere, e che, allo stesso modo, morire nell&#8217;amore dona vita eterna.</font><br />
<font color="#008000">La trama è semplice ed elegante, e così forte al tempo stesso, e quello che forse il regista vuole trasmetterci, va al di là della boxe, non si avvale di artifici retorici. </font><font color="#008000">La vita è veramente come una torta al limone. Non mangiarla per paura che finisca, equivale a non vivere.</font><br />
<font color="#008000">Assaporarla in ogni sua parte, è la regola. Sentirla intensamente è la vita. E gustarla finchè dura è il vero senso, senza rimpiangerla quando finisce, ma ricordando, ogni secondo, la squisitezza del suo sapore.</font></div>
<p><font color="#008000"></font></p>
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		<title>Mulholland Dr.</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 16:01:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è mai stato nel mio carattere voler partire in discesa: avrei potuto iniziare commentando un film banalotto, dicendo: &#8220;mmm sì, questo film è bello perchè&#8230;&#8221; ed invece no.

Credo che sia impossibile dare un&#8217;interpretazione oggettiva del film che vado a commentare, Mulholland Drive, un po&#8217; per la volontà stessa del regista, David Lynch, di lasciarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><font color="#008000">Non è mai stato nel mio carattere voler partire in discesa: avrei potuto iniziare commentando un film banalotto, dicendo: &#8220;mmm sì, questo film è bello perchè&#8230;&#8221; ed invece no.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Credo che sia impossibile dare un&#8217;interpretazione oggettiva del film che vado a commentare, Mulholland Drive, un po&#8217; per la volontà stessa del regista, David Lynch, di lasciarci sulle spine, un po&#8217; per il fatto che il film è così ricco di suggestioni e messaggi cifrati che è impossibile mettere da parte la fantasia in virtù della ragione.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Mulholland Dr. è infatti film della percezione, più che della logica, e, per quanto sia stato più volte definito &#8220;cervellotico&#8221;, è innegabile affermare che il primo approccio al film sia di tipo percettivo.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Ma andiamo con ordine. La trama di per sè è piuttosto semplice: Diane Selwyn (Naomi Watts) è un&#8217;attricetta da quattro soldi destinata ad essere per sempre oscurata dalla bravura e dal successo di Camilla Rhodes (Laura Harring), ragazza avvenente con la quale, peraltro, ha una coinvolgente storia d&#8217;amore. La depressione di Diane toccherà le stelle quando il regista Adam Kesher ( Justin Theroux) colpito dalla bellezza e dalle doti di Camilla, le chiederà di interpretare per lui la parte della protagonista nel suo nuovo film e di sposarlo. Diane, abbandonata ormai anche sul fronte affettivo, non riuscendo a rassegnarsi al fallimento, decide di assoldare un killer professionista per uccidere l&#8217;amata Camilla. Il killer le promette di lasciarle una chiave blu sul tavolino di casa sua una volta compiuto l&#8217;omicidio. Dopo aver visto la chiave blu ed essersi resa conto della brutalità del suo gesto, Diane, presa dai sensi di colpa, decide di togliersi la vita.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Alla semplicità della trama del film va contrapposta l&#8217;articolata descrizione degli avvenimenti: il fulcro centrale del film è infatti imperniato sul sogno, sogno che Diane fa dopo aver assoldato il killer, nell&#8217;attesa di sapere qualcosa circa l&#8217;avvenuto o meno omicidio.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">L&#8217;orizzonte onirico coinvolge quindi gran parte della narrazione, permettendo al regista di inserire un simbolismo tutto particolare, difficilmente comprensibile e spiegabile, ma che, nella sua apparente insensatezza, chiude perfettamente il cerchio dell&#8217;intera vicenda.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Solo un&#8217;attenta e ripetuta visione del film può infatti farci capire fin da subito che la vicenda inizia in un sogno: la persona che dorme nel letto è infatti Diane, che inizia, sognando, l&#8217;intera vicenda del film ( La trama sopra descritta prende infatti corpo solo nella parte finale del film).</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000"><b>Inizia il sogno. </b></font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">Una limousine a tarda notte percorre la celeberrima strada di Mulholland Dr. per arrivare ad Hollywood. A bordo dell&#8217;auto c&#8217;è una donna, l&#8217;attrice Laura Harring, che si sta ovviamente dirigendo verso la città del cinema. Ad un certo punto l&#8217;auto inchioda bruscamente. La donna ripete più volte la frase &#8220;Non dobbiamo fermarci qui&#8221;, mentre due uomini le puntano una pistola dai sedili anteriori. La limousine viene travolta da una macchina a tutta velocità, generando un mostruoso incidente.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Tuttavia la donna si salva, anche se evidentemente scioccata e turbata, e, in preda ad un&#8217;amnesia, si dirige verso la città per un&#8217;altra via. Arriva infine in un appartamento, e si nasconde.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">Notiamo ora una serie di inquadrature di telefoni che squillano, e la ripetizione della frase: la ragazza non è stata trovata.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">La scena riprende con la vicenda di Betty Elms, giovane attrice promettente che arriva ad Hollywood nell&#8217;appartamento prestatole dalla zia, e che è un&#8217;ottima attrice. Betty è di nuovo l&#8217;attrice Naomi Watts. Lo spettatore non conosce ancora la vicenda sopra descritta di Diane e Camilla, e quindi vede l&#8217;attrice per la prima volta, ignorando che si tratti di un sogno. In realtà, come ho cercato di spiegare, Betty non è reale, ma è semplicemente un&#8217;interpretazione angelica e dotatissima che Diane dà di se stessa nel proprio sogno, nascondendo così, conformemente alla teoria di Freud, la realtà e quindi i contenuti pericolosi del nostro subconscio. Per lo spettatore quindi non è affatto una sorpresa vedersi i personaggi completamente ribaltati, in quanto non è ancora a conoscenza della vicenda e non si sa ancora che si tratta di un sogno: questo lo scoprirà pezzo dopo pezzo. Betty quindi ci descrive una vicenda completamente diversa da quella reale, presentandoci i personaggi reinterpretati da se stessa in questo sogno che ha a dir poco del paranormale. Betty, dopo essere stata gentile con dei vecchietti, giunge nel suo nuovo appartamento, e vi trova la donna dell&#8217;incidente in preda ad una tremenda amnesia. Per non dare nell&#8217;occhio, la donna dice di chiamarsi Rita, prendendo il nome da un poster di Rita Hayworth appeso sulla parete. Quando la donna rivela a Betty dell&#8217;amnesia, la ragazza decide subito di darle una mano. Nel tentativo di ricordare, Betty e Rita decidono di guardare nella borsa di quest&#8217;ultima, trovando moltissime banconote (probabilmente la cifra pagata dalla &#8220;vera&#8221; Betty, ovvero Diane, per assoldare il killer), ed una chiave blu, chiarissima (per noi che lo raccontiamo, ma non per chi vede il film) allusione alla prova dell&#8217;avvenuto omicidio.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">Taglio netto.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">La scena successiva si svolge in una tavola calda: un uomo parla con un&#8217;altra persona, della quale non viene mai fornita l&#8217;identità reale, di un sogno ricorrente che lo spaventa a morte: il sogno si svolge infatti  nello stesso locale in cui l&#8217;azione è ambientata: l&#8217;uomo immagina di trovarsi in quel locale con il suo interlocutore reale, a fare colazione. Entrambi sono incredibilmente spaventati. Ad un certo punto l&#8217;altro si alza e si dirige verso l&#8217;uscita. Il primo lo segue ed entrambi si avvicinano verso l&#8217;angolo della strada. Ad un certo punto da dietro il muro spunta un uomo orribile, sporco e malridotto, che li fa spaventare a morte. Fine dell&#8217;incubo. L&#8217;uomo che racconta ha invitato l&#8217;altro proprio per accertarsi che l&#8217;uomo che si nasconde dietro al locale e che tanto lo terrorizza sia in realtà solo frutto della sua immaginazione. La scena quindi si ripete e, una volta arrivati all&#8217;angolo del locale spunta improvvisamente l&#8217;uomo dell&#8217;incubo, con il conseguente svenimento dell&#8217;uomo che lo aveva sognato.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Molto probabilmente questo episodio, apparentemente insignificante, allude all&#8217;intera vicenda del film: c&#8217;è una certa corrispondenza tra reatà e sogno, e l&#8217;orrore nasce proprio quando capisci che la linea di demarcazione non è poi così netta.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Nella scena successiva vediamo all&#8217;azione il killer, assoldato da Diane nella realtà, in un rocambolesco tentativo di compiere un omicidio. Anche questo fatto, che pare di per sè poco rilevante, acquisirà un senso una volta venuti a conoscenza della realtà: nel suo sogno, Diane spera che il killer sia veramente un imbranato, e che fallisca nel tentativo di uccidere l&#8217;amata. Come già sappiamo però, il killer non fallirà e Diane si toglierà la vita.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">Successivamente vediamo inserito nel sogno di Diane anche Adam, il regista che nella realtà le ruberà l&#8217;Amore. Adam viene continuamente esortato da due gangster prima, e successivamente, sotto velata minaccia, da un personaggio non ben definito, il &#8220;Cowboy&#8221;, a scegliere una particolare attrice, Camilla Rhodes, come protagonista del suo prossimo film: la frase che continua a ripetersi è &#8220;E&#8217; lei la ragazza&#8221;, ma Camilla, nel sogno di Diane, non ha le sembianze della vera Camilla, ma di un&#8217;altra ragazza, che vedremo verso la fine del film alla festa durante la quale Camilla e Adam annunceranno il loro futuro matrimonio, ragazza con la quale, probabilmente, Camilla tradiva già precedentemente Diane. I Gangster potrebbero in un certo senso, nel sogno di Diane, rappresentare l&#8217;avvertimento, il buon senso, il monito a non uccidere Quella ragazza, pena la morte. A rincarare la dose sarà la figura del cowboy, che, in un incontro con Adam, gli dirà la tanto celebre quanto enigmatica frase: &#8220;Fai il bravo e mi rivedrai una volta, fai il cattivo e mi vedrai altre due volte&#8221;. Questa frase è infatti diretta a Diane, la quale, rivedrà il cowboy altre due volte: una nel sogno, ed un&#8217;altra già precedentemente, nella realtà.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Il sogno continua con l&#8217;acquisizione parziale e progressiva della memoria di Rita: la ragazza, con l&#8217;aiuto di una telefonata anonima alla polizia, ricorda di essere sopravvissuta ad un incidente avvenuto la notte prima a Mulholland dr, e, successivamente, il nome di una sua amica, Diane Selwyn. Betty, presa da mille provini e impegni di lavoro, decide comunque di aiutare l&#8217;amica. Ricordiamo che la dicotomia Betty/Diane non è ancora stata svelata nel film: lo spettatore quindi crede che le due amiche indaghino su questa Diane come se fosse una cara amica di Rita, e non è portato in alcun modo a pensare che Betty e Diane siano la stessa persona. Betty assiste ad un provino di Adam per il quale doveva partecipare, e vediamo quindi che Adam sceglie Camilla Rhodes, rispondendo quindi positivamente alla frase &#8220;E&#8217; lei la ragazza&#8221;, e presagendo, nel sogno di Diane, che &#8220;la ragazza è stata trovata&#8221;.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Betty lascia precipitosamente il set per raggiungere l&#8217;amica Rita: le due amiche, vedendo che Diane non risponde al telefono, decidono di andare a trovarla a casa. Dopo aver appreso dalla vicina di casa di Diane che è avvenuto uno scambio di appartamento, le due donne bussano alla porta corretta: Diane non risponde. Rita e Betty entrano comunque dalla finestra, e la loro ricerca viene interrotta da un orrore: Diane è nel letto, evidentemente morta da giorni. Betty/Diane vede la morte di se stessa. Anche se ancora lo spettatore non può capire, il presagio di morte è evidente: Diane, anche mentre sogna, sa dove la porteranno le sue azioni.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Tornata a casa, Rita, pensando di essere in qualche modo implicata nella morte di Diane e di essere quindi in pericolo, decide di cambiare taglio di capelli con l&#8217;aiuto di Betty, indossando una parrucca bionda. Una volta andate a letto, Betty capisce di essere innamorata di Rita, e tra le due amiche, già di per sè affiatate nel corso del film, avviene un rapporto sessuale lesbico. Betty dice a Rita di amarla, ma la donna non ripete le stesse parole. Altro chiaro riferimento alla vicenda reale.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Durante la notte, Il sogno di Rita è inquieto: la donna infatti ripete continuamente delle parole in spagnolo, tra le quali è facilmente comprensibile la parola: &#8220;Silencio&#8221;. Betty la sveglia, e Rita, determinata, le chiede di andare a teatro.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Le donne assistono ad uno spettacolo teatrale molto struggente: è qui che si inizia a capire la vicenda REALE, che io, per esigenze di spiegazione, ho descritto inizialmente. Nello spettacolo si ripetono le parole &#8220;Silencio&#8221;, e &#8220;No hay Banda&#8221;, ed è evidente il messaggio di fondo: niente è come sembra, niente è vero, anche se così appare. La linea tra sogno e realtà non è così ben marcata. Lo spettatore è illuso, aggirato, beffeggiato.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Betty apre la sua borsa, e vi trova, dentro, una scatola blu. Una volta a casa, Rita prova ad aprire la scatola blu con la chiave blu: Betty scompare, e la donna si trova sola, con la scatola aperta, dalla quale viene risucchiata.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Fine del sogno.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">La scatola blu rappresenta la coscienza: se aperta genera i sensi di colpa, che poi vedremo nel dettaglio. Ma la scatola e la chiave rappresentano anche il filo conduttore tra sogno e realtà, ricalcando da una parte la linea, e dall&#8217;altra insottigliendola. &#8220;Silenzio&#8221;, ripeteva Rita: era essenziale per Diane che ci fosse silenzio, che non si svegliasse, che continuasse a dormire; non doveva andare a teatro, non doveva &#8220;aprire&#8221; la coscienza, non doveva svegliarsi. Le circostanze saranno funeste.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">In uno stadio non ben definito tra sogno e realtà si rivede il cowboy: è la terza volta. Il cowboy dice a Diane di svegliarsi. Ormai è tardi, ormai è sveglia. La sua sorte è segnata.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">E&#8217; qui che scopriamo il fallimento di Diane, attrice poco brillante e alquanto scadente, è qui che assistiamo allo scambio di appartamento tra Diane e la vicina di casa, è qui che vediamo sul tavolino del soggiorno una strana chiave blu. Si apre a questo punto un altro flashback, ovvero quello già da me raccontato all&#8217;inizio, con la vicenda di Diane e Camilla, la loro ardente relazione sessuale, il successo di Camilla e il fallimento di Diane. Si scopre che il ricevimento si trovava sulla collina di Hollywood, nello stesso luogo in cui nel sogno la macchina fa l&#8217;incidente. &#8220;Non dobbiamo fermarci qui&#8221;, ripeteva Rita. E di fatti Diane non doveva fermarsi lì, era così carica di aspettative quando era appena arrivata ad Hollywood, sarebbe dovuta andare molto più avanti, avrebbe dovuto avere molto più successo, e invece? E invece la macchina si ferma, proprio vicino ad una villa sontuosissima, proprio vicino al successo della persona che ama, che la oscura. Diane sa che deve proseguire da sola. Quando anche Camilla le viene tolta (momento rappresentato, nel sogno, dall&#8217;incidente), Diane sopravvive, ma sa di essere da sola: è lei ora, con le sue sole forze, che deve dare un senso alla propria vita, e decide di farlo uccidendo l&#8217;unica persona che ama. Solo alla fine del film Diane capirà che l&#8217;omicidio di Camilla non solo non ha dato senso alla propria esistenza, ma che, addirittura, l&#8217;ha drammaticamente tolto. Così tutto, nel sogno, assume senso, persino l&#8217;uomo dell&#8217;incubo, che alla fine è solo un povero uomo che piange. Esso rappresenta infatti la coscienza sporca, completamente pervasa dai sensi di colpa, che gioca con la scatola blu, ma che piange, sapendo che non c&#8217;è più niente che possa fare per tornare &#8220;pulito&#8221;, come prima.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">Il flashbck si conclude col dialogo di Diane e del killer.</font></p>
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<p align="justify"><font color="#008000">Quando Diane vede la chiave blu sul tavolino, si rende conto della cattiveria delle sue azioni: terrorizzata, la donna vede sbucare da sotto la porta due vecchietti, gli stessi che aveva aiutato nel sogno, prima piccoli e poi sempre più grandi. I vecchi la riconcorrono fino alla camera da letto. Diane, non potendoli più sopportare, si uccide. E&#8217; evidente il significato simbolico dei vecchi: i sensi di colpa, prima inesistenti, e poi sempre più grandi, portano la donna al suicidio.</font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Spero di non avervi annoiato, e di aver dato un piccolo aiuto a chi di questo film non ci aveva capito nulla. Un film molto complicato, ma tutt&#8217;altro che cervellotico. Un film da sentire, prima che da capire. </font></p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><font color="#008000">Un film che di certo non vi lascerà delusi.</font></p>
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		<title>Finalmente!</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 14:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>missfeelgood</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Finalmente&#8221;&#8230;.
Questa mi sembra la parola più appropriata per cominciare a postare&#8230;
Eh sì perchè &#8220;finalmente&#8221; inizio a scrivere in un blog &#8220;serio&#8221;, e, speriamo, con le palle (e le contropalle, che non guastano mai:P).
Non mi va di dilungarmi in presentazioni. Anche perchè in ogni caso, non sapreste niente di me: potrei dirvi tutta la verità, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><font color="#008000"><b><i>&#8220;Finalmente&#8221;&#8230;.</i></b></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Questa mi sembra la parola più appropriata per cominciare a postare&#8230;</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Eh sì perchè &#8220;finalmente&#8221; inizio a scrivere in un blog &#8220;serio&#8221;, e, speriamo, con le palle (e le contropalle, che non guastano mai:P).</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Non mi va di dilungarmi in presentazioni. Anche perchè in ogni caso, non sapreste niente di me: potrei dirvi tutta la verità, o l&#8217;esatto opposto, senza che voi lo sappiate mai&#8230; Quindi capite anche voi che tutto sommato non è rilevante. </i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Vi risparmierò quindi la fatica di porvi le domande sopraccitate dicendovi tutto ciò che dovete necessariamente sapere: sono Missfeelgood. aspirante critico cinematografico.</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Ambiziosa la ragazza eh? Beh, già che si sogna, è meglio farlo come si deve no?</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Ed è proprio da questa interminabile passione per il cinema che nasce questo blog, passione che si unisce alla volontà di contribuire all&#8217;interpretazione ed alla discussione dei numerosi film, vecchi e nuovi, meravigliosi ed orrendi, che vengono giorno dopo giorno commentati in rete.  Le mie recensioni non vogliono essere nè la mera fotocopia di Wikipedia, nè una serrata polemica verso quelle fornite dagli altri siti: sono semplicemente frutto delle mie riflessioni, e, perchè no, della mia fantasia. </i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Per questo motivo vi dico anticipatamente che sarò felicissima se qualcuno di voi vorrà commentare i miei interventi, darmi utili consigli, farmi critiche costruttive o richieste di discussioni particolari. In ogni caso, cercherò sempre di essere disponibile.</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>Bene, penso che possa bastare come primo post, risparmio le ulteriori energie per recensire il mio primo film.</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>A tutti, anticipatamente, buona lettura, e buona visione!</i></font></p>
<p align="justify"><font color="#008000"><i>mf.</i></font></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/missfeelgood.wordpress.com/7/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/missfeelgood.wordpress.com/7/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/missfeelgood.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/missfeelgood.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/missfeelgood.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/missfeelgood.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/missfeelgood.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/missfeelgood.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/missfeelgood.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/missfeelgood.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/missfeelgood.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/missfeelgood.wordpress.com/7/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=missfeelgood.wordpress.com&blog=3027295&post=7&subd=missfeelgood&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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